Gestione della classe difficile.

Quello dedicato alla gestione della classe è il primo corso di aggiornamento elaborato. Nato da una sperimentazione svoltasi nell’anno scolastico 2011/2012 presso l’Ipsia Galilei di Frosinone, è diventato un argomento approfondito, contestualizzato e perfezionato nel corso degli anni finché, in collaborazione prima con l’IRSEF-IRFED di Frosinone e poi con quello nazionale, è stato codificato e proposto in modalità blended.
Durante questo anno scolastico è stato proposto nel Lazio, in Campania e in Umbria e offerto, in totale, a più di trecento docenti.

Presentazione

Quando un docente varca la soglia di un’aula, ha di fronte a sé un universo eterogeneo composto da alunni due volte unici: come insieme e come individui. È questo che rende originale e irripetibile il lavoro dell’insegnante: egli infatti si confronta quotidianamente con la propria classe e con il proprio team, pianifica interventi mirati sugli studenti e sperimenta strategie didattiche che arrivino ad ogni singolo allievo.

È ormai appurato però che il focus sia spostato sulle caratteristiche dei singoli alunni, sulle loro peculiarità ed eccezionalità. Gli insegnanti, perciò, per adeguarsi devono adoperare nuove modalità di insegnamento, nuove capacità di progettazione e di ideazione, nuova volontà di mettersi in gioco accettando le sfide educative contemporanee e, soprattutto, devono mostrare una volontà di cambiamento sostenuta dall’acquisizione di nuove pratiche didattiche. L’insegnante, cioè, deve reinventare il proprio ruolo e la propria professionalità per superare le difficoltà che una società sempre più complessa pone.

Questa proposta di formazione considera tali concetti come fondamentali e propone una serie di moduli incentrati sulla gestione della classe e in particolare sulla gestione della classe difficile. Come osserva Dario Ianes, professore di pedagogia speciale e didattica speciale all’Università di Bolzano, «è la scuola che osserva i singoli ragazzi, ne legge i bisogni, li riconosce e di conseguenza mette in campo tutti i facilitati possibili» rimuovendo le barriere all’apprendimento, al di là delle etichette diagnostiche. Questo è il compito che il docente deve porsi e questo corso tenta di offrire una proposta valida e soprattutto spendibile immediatamente in classe: la fase iniziale è dedicata al contesto classe nella sua forma attuale, divisa spesso tra disagio e bisogni educativi speciali; la seconda offre una serie di suggerimenti teorici e pratici incentrati sulla personalizzazione dell’insegnamento e sulle strategie didattiche inclusive. Un’ultima parte, infine, verrà dedicata a importanti risorse digitali che i docenti possono utilizzare nella propria quotidianità didattica.

I curatori, in fase di pianificazione del corso, hanno selezionato tra tante proprio queste tematiche perché ritengono che esse siano necessarie all’azione didattica quotidiana. Ad un’analisi dell’offerta formativa esistente, però, esse restavano o laterali o superficiali. Da ciò è nata l’esigenza di strutturare un corso volto a colmare quelle lacune e mirato alla realizzazione di una didattica davvero inclusiva.

In collaborazione con
Prof.ssa Antonella Sorge
Prof.ssa Maria Rosaria Villani
Dott. Christian Pagliariccio

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